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  • La Viandante 1:53 il 22 March 2017 Permalink | Rispondi  

    Volare low cost 

    È passato molto tempo dalla prima volta che ho preso l’aereo e da allora un po’ di “strada” l’ho fatta. Fu un’esperienza che non dimenticherò mai; salire su un velivolo, un mezzo di trasporto così diverso dal mio solito modo di viaggiare, così grande fuori e così stretto all’interno, mi incuriosiva tantissimo e allo stesso tempo mi esaltava parecchio. Come poteva essere possibile percorrere quasi 800 km in poco più di un’ora? Ma soprattutto, viaggiavo da sola. 

    Come ho già detto, dal mio primo volo ad oggi le cose sono cambiate molto, e mi riferisco principalmente alle mie capacità organizzative, al fatto di pensare al viaggio personalmente e senza nessun intermediario. Perché io, all’epoca, non avrei mai e poi mai potuto immaginare di essere in grado di pianificare una partenza tutta da sola, men che meno avrei potuto sapere a quali siti affidarmi o come effettuare un pagamento, stampare un biglietto… come potevo? A stento conoscevo una sola compagnia aerea! Per me esistevano solo le agenzie di viaggio, che sulla vendita guadagnano una percentuale quindi oltre a pagare il costo del biglietto (che non sempre veniva venduto come quello più economico, diciamoci la verità) toccava anche pagare la commissione e il costo finale lievitava.

    Così decisi di affidarmi al World Wide Web, ho iniziato ad esplorare, a “navigare” e ho imparato cose di cui a scuola (indirizzo turistico) nemmeno ci avevano mai parlato; e si, perché oltre le pagine dei libri di teoria e degli eserciziari non si andava più di tanto.

    Negli anni la mia sicurezza è cresciuta tantissimo. Oggi so riconoscere una truffa da un’informazione veritiera, conosco molte compagnie aeree, so cosa sono i feedback e quanto questi siano importanti ma, soprattutto, so cercare le offerte tanto è vero che mi capita spesso di aiutare amici e parenti a prenotare il viaggio migliore.

    Prima di tutto, però, voglio precisare che non basta andare su siti di voli low cost per trovare le occasioni e fermarsi alle prime informazioni che ci vengono mostrate perché, molto spesso, questi siti propongono delle offerte non aggiornate con i siti ufficiali delle compagnie.

    Quindi, la prima regola è: armarsi di pazienza. Cercare una buona offerta è un lavoro che richiede tempo e dedizione e che oggi, grazie all’avvento degli smartphone e delle app scaricabili può essere gestito simultaneamente da diverse piattaforme e motori di ricerca ma, soprattutto, in qualsiasi momento: che voi siate in treno o in fila dal parrucchiere, potrete accedere alle app dedicate e fare una ricerca veloce.

    La seconda regola è: verificare il maggior numero di informazioni. Cercate le informazioni sulla compagnia, cercate le opinioni dei viaggiatori, valutate se vale la pena viaggiare con una compagnia piuttosto che con un’altra, siate consapevoli del fatto che ogni compagnia ha le sue restrizioni – sui bagagli, per esempio – e non ammette errori o, peggio ancora, “furbate”; siate consapevoli del fatto che, ad esempio, il risparmio c’è proprio grazie a quelle restrizioni.

    La terza regola è: essere svegli. Perché sto partendo? Sono uno studente o un lavoratore fuori sede e devo andare a votare nel mio comune di residenza? Vivo in una regione con speciali agevolazioni territoriali? Ho diritto a delle agevolazioni speciali (età, salute, ecc)? La migliore cosa da fare è andare su un motore di ricerca e cercare ciò che ci interessa al riguardo ma è importante fare riferimento solo ai siti ufficiali o certificati (ci sono molti blog e siti internet che danno informazioni specifiche ma fasulle o non aggiornate). Quello che io consiglio è di telefonare direttamente al call center della compagnia aerea che ci interessa per chiedere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.

    La quarta regola è: confrontare i vari prezzi delle varie compagnie attraverso i siti ufficiali e le app dedicate (la mia preferita è Skyscanner).

    La quinta regola è: flessibilità. Se non sei vincolato da date specifiche, scegli il giorno più conveniente per partire, spesso ci sono risparmi oltre il 50% del costo normale del biglietto. Io stessa, diverse volte, sono riuscita a volare a prezzi stracciatissimi su tratte che normalmente avrei pagato più del doppio. Flessibilità significa anche valutare l’idea di partire con il solo bagaglio a mano, molto spesso il risparmio è garantito.

    La sesta regola è: iscriviti alle newsletter o ai programmi “frequent flyer”. Le newsletter ti permettono non solo di ricevere offerte di volo in anticipo rispetto a chi preferisce andare sul sito esclusivamente di sua iniziativa, ma ti danno anche la possibilità di conoscere i last minute in corso. Se viaggi spesso in aereo, invece, considera l’idea di iscriverti al programma frequent flyer perché oltre che ad avere offerte personalizzate, accumulerai miglia spendibili per i tuoi voli al posto dei tuoi soldi (per le condizioni ti invito a visionare i siti delle tue compagnie di volo preferite).

    Ultima regola (ma non ultima) è: sfruttare la tempistica. Il modo più conosciuto per risparmiare è quello di fare il biglietto almeno 15 giorni prima della partenza, se non di più. Non sempre è così ma lo è molto frequentemente.

    Bene, spero di essere stata abbastanza esaustiva e di avervi dato dei buoni consigli. Se anche voi avete dei consigli da darmi in merito, lasciatemi un commento.

     
    • Ivana 8:33 il 22 marzo 2017 Permalink | Rispondi

      E’ vero, l’esperienza che ci si fa viaggiando “per conto proprio” è preziosa. In casa mia sono io l’addetta alla prenotazione dei viaggi, mio marito mi lascia carta bianca perchè sa che so scegliere bene! E in effetti io comincio mesi prima di partire a raccogliere tutte le informazioni che mi serviranno. Appena torno da una vacanza sto già pensando alla prossima!

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  • La Viandante 15:36 il 21 March 2017 Permalink | Rispondi  

    American cookies, finalmente li ho fatti (RICETTA) 

    Tra dolce e salato, preferisco il salato; ma ci sono dei dolcetti, in particolare, che gusto con molto piacere e spesso la mia ghiottoneria viene stimolata dalla tv; ad esempio un dolce che ho sempre desiderato assaporare è la golosissima torta al cioccolato del film “Matilda sei mitica”, la preferita della preside della scuola che obbliga a mangiare per intero ad un alunno che gliene aveva rubato una fetta. Chi non ce l’ha presente? Una torta diventata famosissima (credo) proprio grazie a quella scena del film.

    Ma un dolce (se così si può chiamare) che ha sempre stimolato la mia golosità è il classico biscotto americano. Chi non ha mai sentito parlare degli American cookies? Tutti ne abbiamo sentito parlare ma probabilmente non tutti abbiamo avuto la possibilità di assaggiarne uno “originale”, fatto in casa e senza quegli ingredienti “strani” dei prodotti da supermercato.

    Perciò, presa da questa voglia irrefrenabile di assaggiarne uno preparato a dovere, qualche giorno fa mi sono messa su internet alla ricerca della ricetta originale e, alla fine, mi sono decisa per questa del blog Chiarapassion e dirvi che ho preparato dei chocolate chip cookies divini, credetemi, è poco!

    Questo è il risultato finale. Belli da vedere e buonissimi!

    Sono dei biscottoni buonissimi! Leggermente croccanti nei bordi e gommosi al centro, una delizia da mangiare da soli ma ottimi nel latte.

    Con gli ingredienti proposti nel blog sopracitato sono riuscita a farne un bel po’ anche se non sono durati molto perché tra me e il mio compagno abbiamo fatto piazza pulita. Una volta raffreddati, li ho conservati sotto una campana di vetro e si sono mantenuti perfettamente per tre giorni.

    Se siete amanti della pasticceria made in USA, vi consiglio di provare questa ricetta. Io ne sono rimasta così entusiasta che ho deciso di preparane spesso un bel po’ per averli sempre a disposizione per la colazione mattutina ed evitare le “schifezze da supermercato”. D’altronde, fatto in casa è più buono, si sa!

    Se conoscete altre varianti per questi biscotti, linkatemeli nei commenti cosicché io possa sperimentare qualche nuova ricetta, che mi fa sempre piacere.

     
  • La Viandante 20:39 il 19 March 2017 Permalink | Rispondi  

    Le mie zeppole di San Giuseppe per la festa del papà (RICETTA) 

    Oggi, 19 marzo, è la festa del papà e, come tradizione vuole, si festeggia l’avvento con un tipico dolce davvero molto popolare in quasi tutto il meridione: la zeppola di San Giuseppe.

    Le mie zeppole di San Giuseppe.

    Da che io ho memoria, in questo giorno speciale sulle tavole napoletane non è mai mancato un vassoio di questi deliziosi dolcetti che sono fatti di un impasto di farina, acqua, burro, sale e uova, che si presenta sotto forma di spirale ed è farcito principalmente con crema pasticcera e decorato con frutta sciroppata; A Napoli questa ricorrenza è così forte che anticamente la zeppola di San Giuseppe veniva fritta e venduta direttamente per strada e ancora oggi, nei tipici vicoli napoletani, è possibile gustare questa delizia “appena sfornata”!

    Esistono molte varianti di questo delizioso dolcetto, la cui base non zuccherata si sposa perfettamente con la farcitura di crema pasticcera creando un “pasticcino” dal sapore gradevole, appetitoso e non eccessivamente dolce. C’è chi la base la fa zuccherata, chi la frigge e chi la cuoce al forno, chi la farcisce con panna, crema gianduia o di cacao, chi la decora con uno spruzzo di crema al cacao e chi con le scaglie di cioccolato, chi la farcisce completamente e chi no;

    Secondo la tradizione della mia città, Napoli, la zeppola di San Giuseppe si compone di una base non zuccherata, a forma di spirale e con un buco al centro e viene farcita solamente in superficie, con una spruzzata (sempre a spirale) di crema pasticcera e decorata sulla cima con una sola amarena sciroppata. E’ una vera delizia per tutti, anche per chi non ama i dolci perché troppo “dolci”.

    Purtroppo, dove vivo attualmente, la zeppola di San Giuseppe non è un dolce tipico e ancora oggi non lo trovo nelle pasticcerie locali ma questo non è un problema perché, a differenza di quel che sembra, è molto semplice da preparare.

    Io, quest’anno (per la prima volta, quindi abbiate pietà), ho deciso di prepararle ma seguendo la tradizione napoletana e ho preferito cuocerle al forno per renderle più leggere.

    Se anche tu vuoi farle, ti serviranno:

    • 230 grammi di farina (io ho usato quella per dolci);
    • 50 grammi di burro;
    • 200 ml di acqua;
    • 3 uova intere;
    • un pizzico di sale;
    • il succo di un’arancia (una mia chicca personale, mi piace personalizzare le ricette);

    (Leggi il resto…)

     
  • La Viandante 13:16 il 18 November 2016 Permalink | Rispondi  

    Santa Maria Navarrese 

    Chi è stato a Santa Maria Navarrese sa che è un piccolo paesino con una popolazione di circa 1500 abitanti ed è situato nel comune di Baunei, in provincia di Nuoro.

    La mia esperienza di viaggio in questa terra è sempre meravigliosa e nuova, anche se in realtà è un luogo che frequento dalla mia infanzia e che sento un po’ come la mia casa.

    Chiesa dell’Assunta

    Io la definisco una piccola “bomboniera” perché è tutta “concentrata” e bella sotto ogni aspetto, dalle salite in cui è possibile ammirare case meravigliose e vedute mozzafiato dall’alto alla piccola spiaggia che si raggiunge attraversando la piazza Principessa di Navarra, grande e piena di piante di carrube e la famosissima Chiesa dell’Assunta che nel candore delle sue pareti intonacate di bianco emana una forte sensazione di pace e tranquillità per chiunque le si trovi accanto. Nonostante la sua semplice struttura, vi assicuro che quando ve la troverete di fronte resterete abbagliati, quasi attratti, da essa. Io la trovo semplicemente meravigliosa.

    Vi innamorerete del lungomare di Santa Maria Navarrese. La sua piccola spiaggia è una collezione infinita di piccoli e grandi sassi di forme e colore diversi; le sue acque limpide e cristalline cambiano colore a seconda del suo fondale che mi ha rapita già in tenera età: all’inizio troverete questi sassolini meravigliosi e man mano che raggiungerete l’acqua più alta (munitevi di maschera e pinne) potrete osservare un fondale che diventa bianco e sabbioso, interrotto qua e là da intensi cespugli di alghe, fitti e quasi spaventosi, e grandi scogli sommersi che rendono l’acqua più scura in superficie ma dove potrete ammirare pesci dai meravigliosi colori. Una volta superati, vi ritroverete immersi in un’acqua azzurra come la pietra acqua marina e ammirerete ancora il fondale di sabbia bianca, pulito e vasto all’orizzonte. Un incanto!

    Un consiglio: se vi ritroverete a passare una serata romantica, andateci di sera, quando l’atmosfera sarà resa magica dalla luna che illumina il mare e dalle canzoni di sottofondo dei chioschi circostanti.

    Santa Maria Navarrese è un luogo ricco di tradizioni e sagre. Una di queste mi ha colpita particolarmente: la sagra della capra in cui già nel primissimo pomeriggio, per la sera, si cominciano a cuocere in una enorme brace allestita per l’occasione un centinaio di capre. Personalmente non è stato uno spettacolo che ho gradito molto ma non mi piace giudicare e rispetto le tradizioni dei luoghi che visito e delle persone locali e credo che ognuno di noi, quando affronta un viaggio, debba essere consapevole delle tradizioni stesse che si andranno a conoscere. E se non lo sapete ancora, Baunei è un luogo in cui la pastorizia è molto attiva e la gente del posto ci tiene particolarmente alle proprie tradizioni; e la sagra della capra è molto apprezzata anche dai turisti, pensate che per avere un piatto di carne bisogna munirsi di un numero e aspettare il proprio turno e a volte la carne nemmeno basta!

    Un’altra sagra che mi è piaciuta molto è stata la sagra de “Su Cunfettu“, un dolcetto tipico della tradizione matrimoniale di Baunei che rappresenta a tutti gli effetti un buon augurio per gli sposi e la cui preparazione è esclusività delle donne e non esiste banchetto nuziale che si rispetti senza “su Cùmbidu“. Si tratta di un dolcetto delizioso, morbido e un po’ amarognolo fatto con mandorle, buccia d’arancia e miele e viene servito su una graziosa foglia d’arancio.

    Olivastro di Santa Maria Navarrese

    Adesso voglio farvi vedere una creazione della natura meravigliosa: l’olivastro millenario di Santa Maria Navarrese che erge nella piazza Principessa di Navarra in tutta la sua imponenza con una chioma di circa 10 metri e un tronco enorme! Questo albero lo avrete certamente visto tante volte in programmazioni turistiche televisive e a Santa Maria Navarrese è famosissimo, quasi il suo simbolo. E’ una pianta estremamente suggestiva sia per la sua età che per la vicinanza alla Chiesa dell’Assunta. Ah, la natura!

     

    Torre de Armas

    Prima di salutarvi voglio farvi conoscere un’altra attrazione turistica di Santa Maria Navarrese: la Torre de Armas. Sarà che io amo le torri e i fari ma ogni volta che la guardo o ci cammino di sotto mi batte forte il cuore e non posso fare a meno di toglierle gli occhi di dosso specialmente di sera, quando è illuminata dalle luci.

    Si tratta di un edificio costruito tra il 1578 e il 1584 per conto del conte di Quirra, si trova su di una scogliera e la sua funzione era quella di “torre di guardia” per stanare i barbari che attaccavano la costa e si nascondevano dietro gli scogli. All’interno vi erano due cannoni e quattro spingarde e vi facevano sede il comandante con un artigliere e tre soldati. Da questa torre era possibile vedere Capo Montesanto e le torri di Arbatax e Capo Bellavista. Anche se oggi la torre è sede di mostre d’arte, anni fa fu restaurata e modificata strutturalmente per uso privato. Peccato averle portato via la sua storia “fisica”.

    Bene, spero che questo articolo sulla mia amata Santa Maria Navarrese vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito al punto di andarla a visitare personalmente.

     
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