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  • La Viandante 13:16 il 18 November 2016 Permalink | Rispondi  

    Santa Maria Navarrese 

    Chi è stato a Santa Maria Navarrese sa che è un piccolo paesino con una popolazione di circa 1500 abitanti ed è situato nel comune di Baunei, in provincia di Nuoro.

    La mia esperienza di viaggio in questa terra è sempre meravigliosa e nuova, anche se in realtà è un luogo che frequento dalla mia infanzia e che sento un po’ come la mia casa.

    Chiesa dell’Assunta

    Io la definisco una piccola “bomboniera” perché è tutta “concentrata” e bella sotto ogni aspetto, dalle salite in cui è possibile ammirare case meravigliose e vedute mozzafiato dall’alto alla piccola spiaggia che si raggiunge attraversando la piazza Principessa di Navarra, grande e piena di piante di carrube e la famosissima Chiesa dell’Assunta che nel candore delle sue pareti intonacate di bianco emana una forte sensazione di pace e tranquillità per chiunque le si trovi accanto. Nonostante la sua semplice struttura, vi assicuro che quando ve la troverete di fronte resterete abbagliati, quasi attratti, da essa. Io la trovo semplicemente meravigliosa.

    Vi innamorerete del lungomare di Santa Maria Navarrese. La sua piccola spiaggia è una collezione infinita di piccoli e grandi sassi di forme e colore diversi; le sue acque limpide e cristalline cambiano colore a seconda del suo fondale che mi ha rapita già in tenera età: all’inizio troverete questi sassolini meravigliosi e man mano che raggiungerete l’acqua più alta (munitevi di maschera e pinne) potrete osservare un fondale che diventa bianco e sabbioso, interrotto qua e là da intensi cespugli di alghe, fitti e quasi spaventosi, e grandi scogli sommersi che rendono l’acqua più scura in superficie ma dove potrete ammirare pesci dai meravigliosi colori. Una volta superati, vi ritroverete immersi in un’acqua azzurra come la pietra acqua marina e ammirerete ancora il fondale di sabbia bianca, pulito e vasto all’orizzonte. Un incanto!

    Un consiglio: se vi ritroverete a passare una serata romantica, andateci di sera, quando l’atmosfera sarà resa magica dalla luna che illumina il mare e dalle canzoni di sottofondo dei chioschi circostanti.

    Santa Maria Navarrese è un luogo ricco di tradizioni e sagre. Una di queste mi ha colpita particolarmente: la sagra della capra in cui già nel primissimo pomeriggio, per la sera, si cominciano a cuocere in una enorme brace allestita per l’occasione un centinaio di capre. Personalmente non è stato uno spettacolo che ho gradito molto ma non mi piace giudicare e rispetto le tradizioni dei luoghi che visito e delle persone locali e credo che ognuno di noi, quando affronta un viaggio, debba essere consapevole delle tradizioni stesse che si andranno a conoscere. E se non lo sapete ancora, Baunei è un luogo in cui la pastorizia è molto attiva e la gente del posto ci tiene particolarmente alle proprie tradizioni; e la sagra della capra è molto apprezzata anche dai turisti, pensate che per avere un piatto di carne bisogna munirsi di un numero e aspettare il proprio turno e a volte la carne nemmeno basta!

    Un’altra sagra che mi è piaciuta molto è stata la sagra de “Su Cunfettu“, un dolcetto tipico della tradizione matrimoniale di Baunei che rappresenta a tutti gli effetti un buon augurio per gli sposi e la cui preparazione è esclusività delle donne e non esiste banchetto nuziale che si rispetti senza “su Cùmbidu“. Si tratta di un dolcetto delizioso, morbido e un po’ amarognolo fatto con mandorle, buccia d’arancia e miele e viene servito su una graziosa foglia d’arancio.

    Olivastro di Santa Maria Navarrese

    Adesso voglio farvi vedere una creazione della natura meravigliosa: l’olivastro millenario di Santa Maria Navarrese che erge nella piazza Principessa di Navarra in tutta la sua imponenza con una chioma di circa 10 metri e un tronco enorme! Questo albero lo avrete certamente visto tante volte in programmazioni turistiche televisive e a Santa Maria Navarrese è famosissimo, quasi il suo simbolo. E’ una pianta estremamente suggestiva sia per la sua età che per la vicinanza alla Chiesa dell’Assunta. Ah, la natura!

     

    Torre de Armas

    Prima di salutarvi voglio farvi conoscere un’altra attrazione turistica di Santa Maria Navarrese: la Torre de Armas. Sarà che io amo le torri e i fari ma ogni volta che la guardo o ci cammino di sotto mi batte forte il cuore e non posso fare a meno di toglierle gli occhi di dosso specialmente di sera, quando è illuminata dalle luci.

    Si tratta di un edificio costruito tra il 1578 e il 1584 per conto del conte di Quirra, si trova su di una scogliera e la sua funzione era quella di “torre di guardia” per stanare i barbari che attaccavano la costa e si nascondevano dietro gli scogli. All’interno vi erano due cannoni e quattro spingarde e vi facevano sede il comandante con un artigliere e tre soldati. Da questa torre era possibile vedere Capo Montesanto e le torri di Arbatax e Capo Bellavista. Anche se oggi la torre è sede di mostre d’arte, anni fa fu restaurata e modificata strutturalmente per uso privato. Peccato averle portato via la sua storia “fisica”.

    Bene, spero che questo articolo sulla mia amata Santa Maria Navarrese vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito al punto di andarla a visitare personalmente.

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  • La Viandante 17:58 il 31 August 2016 Permalink | Rispondi  

    La Grotta del Fico 

    In questo articolo vi riporterò tutto quello che ho appreso durante la visita guidata di questa grotta a dir poco meravigliosa che si trova sulla Costa di Baunei e che, ad oggi, è stata esplorata fino a 1200 metri mentre sono ancora tante le zone da scoprire di questo capolavoro naturale.

    La grotta del Fico

    La Grotta del Fico ha il suo ingresso a più o meno 10 metri dal livello del mare e deve il suo nome ad un albero di fico cresciuto sulle sue pareti esterne. A quanto pare questa pianta ha avuto modo di nascere e rimanere viva per anni perché “ha scoperto” che nella grotta era presente acqua dolce ed è stata in grado di affondarvi le sue radici per dissetarsi costantemente. Che dire, la natura incanta sempre, sotto ogni aspetto.

    La prima cosa che ci dice la guida, subito dopo la sua presentazione e immediatamente prima dell’inizio della visita è: <<Non scattate fotografie con il flash per non alterare la temperatura naturale del luogo e non toccate nulla, nemmeno una gocciolina di acqua.>> Perché a proposito di goccioline, sapete quanto tempo impiegano stalattiti e stalagmiti a svilupparsi in appena due centimetri grazie a quelle goccioline? 100 anni!

    La temperatura è adeguatamente bassa (credo si aggiri intorno ai 18°C) e il livello di umidità è altissimo. Nel luogo sono presenti delle comode passerelle che agevolano il percorso dei visitatori in scenari meravigliosi e suggestivi. Ci vorranno almeno 2000 anni prima che la Grotta venga modificata nella sua struttura grazie all’attività calcarea.

    Ma la Grotta del Fico non è famosa solo per l’albero di fico che cresce sulle sue pareti. Dalla pianta prende il nome ma è particolarmente importante per il fatto che la foca monaca (anche conosciuta come bue marino) si insediò in questo luogo per molti anni e l’ultimo suo avvistamento risale alla fine degli anni ’70.

    Fu un certo Padre Antonio Furreddu a scoprire i resti di alcuni esemplari di Foca Monaca e ne documentò attentamente la presenza. Ma perché questa meravigliosa creatura si insediò proprio qui? Facciamo una breve premessa: benché la Sardegna sia un’isola in piena regola, i suoi abitanti non sono mai stati un popolo di pescatori e si sono sempre tenuti a debita distanza dal mare perché, secondo la nostra esperta guida turistica, si sentivano più al sicuro nell’entroterra. Evidentemente i sardi sapevano che il mare è tanto bello quanto pericoloso. Sono i pastori e la pastorizia a far parte della loro tradizione che ancora oggi è ben radicata nella loro mentalità. Era quindi evidente che il mare abbondasse di cibo. Un giorno, però, arrivarono i Ponzesi, popolo di pescatori che fondò Arbatax. I ponzesi si spostavano per la costa e pescavano tanto pesce e visto che di pesce si abbondava, piuttosto che lasciarlo a bordo delle loro imbarcazioni lo sistemavano adeguatamente sulla terra ferma, precisamente su di una spiaggetta che battezzarono Cala Mariolu (“Mariuolo” nel dialetto napoletano significa “ladro”), dai locali conosciuta anche come “Ispuligi de nie” (“le pulci della neve”, nome dovuto ai piccoli ciottoli bianchi e candidi di cui è composta la spiaggetta in questione). Al loro rientro, però, il pesce era sparito! Chi poteva mai essere stato questo avido ladro?  Nessuno di loro poteva mai immaginare che l’artefice fosse un bue marino! Ecco allora che scopriamo che questo scaltro animale si stabilì nella Grotta del Fico non solo perché la temperatura era per lui adeguata ma anche perché aveva letteralmente cibo “gratis”, senza compiere il benché minimo sforzo! Perciò, la foca monaca entrava e usciva indisturbata grazie ad un percorso marino, l’unico della grotta e qui, tranquillamente, badava ai propri piccoli. Purtroppo dagli anni ’70 ad oggi non si sono più verificati suoi avvistamenti.

    Questa gita è stata emozionante. Un percorso di circa un’ora o poco più completamente immersi nella natura più pura. Un luogo poetico ed incantevole che racchiude ancora tanto mistero in quanto una buona parte di esso è tutt’oggi ancora in via di esplorazione. Ve la consiglio? Ovviamente: SI!

     
  • La Viandante 15:04 il 23 August 2016 Permalink | Rispondi  

    Le cale della costa di Baunei 

    Una giornata incredibile passata all’insegna dell’avventura e della riscoperta di emozioni familiari. Erano diversi giorni che avevo in programma questa gita al Golfo di Orosei durata ben 9 ore, considerando anche i vari spostamenti via mare cominciati alle 9:30 del mattino per rientrare al porto di Santa Maria Navarrese alle 18.30 circa. La costa di Baunei si estende approssimativamente per 45 km fino a Cala Gonone e offre dei paesaggi meravigliosi, raggiungibili solo via mare, fatti di coste imponenti, cale protette e il mare variopinto che la fanno distinguere per la sua bellezza in tutto il mondo; la gita ideale per gli amanti della natura incontaminata.

    La prima bellezza naturale che abbiamo potuto osservare e fotografare dal traghetto è stata Pedra Longa, uno scoglio alto 128 metri che spunta dal mare in tutta la sua imponente eccentricità. Voglio solo aprire e chiudere una piccola parentesi per gli scettici: le foto che state per vedere sono prive di filtri, incredibile ma vero!

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    Pedra Longa

    Abbiamo poi costeggiato la Grotta dei Colombi che deve il suo nome alla sua caratteristica forma che richiama proprio un colombo con le ali spiegate…

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    Grotta dei Colombi

    … per poi ammirare la magnifica Cala Goloritzè, raggiungibile più facilmente via mare che via terra in quanto approdare in tanta bellezza costringerebbe ad un’escursione di puro trekking di diverse ore, faticosissima e per nulla facile tanto è vero che, a dirla proprio tutta, non è consigliata a chiunque anzi è quasi sempre sconsigliata, specialmente a chi non gode di eccellente salute. E’ considerata una delle cale più belle della costa di Baunei che, con le sue acque limpide e cristalline, si presenta come una scogliera che si riversa a picco nel mare, un vero capolavoro della natura. Inutile dire che le attività di snorkeling sono assolutamente da non trascurare perché anche il fondale marino merita di essere ammirato.

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    Cala Goloritzè

    La tratta ha continuato per Cala dei Gabbiani dove non è prevista sosta con il traghetto, a differenza di coloro che hanno la fortuna di possedere una piccola imbarcazione e che possono quindi fermarsi in queste cale e nei piccoli anfratti, ove permesso.

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    Cala dei Gabbiani

    La prima sosta di un’ora e mezza è avvenuta nella splendida, meravigliosa, paradisiaca e pittoresta Cala Mariolu, la mia preferita in assoluto! Scogli bianchi, fondale bianco, spiaggia di sassolini bianchi, tutto bianco eccetto l’acqua che è di un turchese quasi irreale. Grandi pesci visibili ad occhio nudo e per nulla spaventati dalla nostra presenza sembravano quasi prendersi gioco di noi. Semmai un giorno ci andrete, e vi auguro proprio di si, dovete assolutamente passarci! Unica nota negativa? Era troppo ma troppo affollata rispetto a come la ricordavo e, purtroppo, qualche incivile non è mancato. Per fortuna i sardi tengono particolarmente al loro patrimonio e sono sempre severi e vigili con gli “scostumati”.

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    Cala Mariolu

    Però, per essere proprio sincera, la mia sosta a Cala Mariolu è durata appena mezz’ora perché ho preferito (con un costo extra di 8 euro pagato sul traghetto stesso) rivedere la Grotta del Fico (alla quale ho dedicato un articolo a parte), un capolavoro di Madre Natura. Una visita guidata che è durata un’ora; un luogo che toglieva il fiato ad ogni angolo. Se amate la natura come me, dovete andarci assolutamente perché lì sarete completamente immersi nella natura più pura.

    La seconda tappa durata un’altra ora e mezza è stata Cala Sisine. Acque limpide, sassolini bianchi e marroni che a vederli insieme mi ricordano fagioli e lenticchie, mare di fronte e monti alle spalle. Vegetazione, vegetazione e ancora vegetazione incontaminata. Riuscite a percepire la mia euforia? Dovete andarci!

    L’ultima tappa, la più lunga, l’abbiamo fatta a Cala Luna  che nella mia classifica personale metto al secondo posto, esattamente dopo Cala Mariolu e prima di Cala Sisine. Ragazzi… non si può capire… mare, sabbia, sassolini, grotte… grotte! E che ve lo dico a fare! Perché è proprio lì che mi sono fiondata, in una grotta bianca, fresca, umida, poetica; anche se poi ho passato tutto il tempo in acqua, tra capriole, galleggiamenti e immersioni.  Il mare si era agitato (infatti non è stato possibile visitare la Grotta del Bue Marino) quindi immaginate cosa ho potuto combinare in quelle potenti onde che ti sollevavano e ti spingevano a riva! Io, 30 anni… ma dove? Purtroppo anche qui qualche incivile non è mancato.

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    Cala Luna

     

    Avete notato che ogni spiaggia è esattamente diversa dall’altra? Pazzesco! So che la tentazione di portare a casa un pò di sabbia sarà tanta, lo capisco, ma non fatelo assolutamente:

    1. perché è importante rispettare la natura e gli atti di vandalismo non piacciono a nessuno;
    2. perché la multa che si rischia va dai 3000 euro a salire!

    È stato triste andar via. E’ stato un viaggio, per me, profondamente commovente perché non solo ho rivisto dei posti di cui sono letteralmente innamorata ma soprattutto perché mi ha portato a rivivere esperienze passate che trascorrevo felicemente con la mia famiglia. Ricordo che ogni giorno era un nuovo giorno. Eravamo gente di mare. Siamo gente di mare. A bordo della nostra piccola imbarcazione andavamo alla scoperta di posti sempre diversi ma ben presto tutta la costa di Baunei divenne a noi ben conosciuta in quanto meta frequente dei nostri viaggi estivi, eppure ogni sosta era sempre emozionante come se fosse la prima volta che ci stessimo mettendo piede. Purtroppo o per fortuna si cresce: noi piccoli diventiamo grandi e i grandi diventano ancora più grandi e la possibilità di rivivere quei momenti esattamente come allora viene vinta dal corso della vita che prepotente ci ricorda che tutto cambia e che c’è un tempo per ogni cosa. Meglio fermarmi qui.

    Spero tanto che questa mia esperienza alle Cale vi sia piaciuta e che, soprattutto, vi abbia ispirato.

     
  • La Viandante 15:29 il 18 August 2016 Permalink | Rispondi  

    La spiaggia di Isula Manna 

    S’Isula Manna

    Il sole che riscalda la pelle, la brezza marina, il suono intenso e il profumo del mare rendono questa sosta davvero piacevole; quasi vien voglia di non ritirarsi più a casa.

    Isula Manna, che fa parte del comune di Lotzorai, è immensa, bellissima. È uno squarcio di paradiso dalla sabbia dorata e cristallina e dalle acque limpide di varie sfumature dell’azzurro, dal blu all’acqua marina.

    La particolarità di questo luogo non è solo il mare ma è anche un’enorme pineta che si estende per diversi chilometri e nella quale è possibile fare dei picnic; una pineta  immensa e profumatissima grazie ai suoi altissimi pini, che si divide tra la spiaggia e un esteso stagno, meta prediletta dagli uccelli che vanno a riprodursi nella quiete delle sue acque.

    Una sosta che incanta e che merita di essere una tappa obbligatoria dei nostri viaggi. Ma non è finita qui perché il viaggio continua…

     
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