L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni, puzza!

Vi è mai capitato di sentire questo detto popolare? Sicuramente. E vi è mai successo di ammettere a voi stessi che, almeno un po’, è vero? Ci metterei la mano sul fuoco! Perché, diciamocela tutta, l’idea di accogliere qualcuno in casa nostra, specialmente dopo un lungo periodo di lontananza, è emozionante; ma qualche volta gli ospiti possono riservare amare sorprese…

In effetti, questo articolo nasce a seguito di una mia esperienza personale che si prospettava indubbiamente positiva visto che l’ospite in questione era una persona a me molto cara e mai mi sarei aspettata ciò che è successo. Ma la sorte mi ha giocato un tiro mancino e la convivenza, seppur breve, è stata a dir poco pessima! E non vi dico come ne sono uscita da questa storia: distrutta, amareggiata, insicura, delusa da me stessa; io che sono cresciuta in una realtà in cui l’ospite è sacro ed è importante farlo sentire a casa propria e lasciargli un bel ricordo. Come avevo potuto fallire? Dove avevo sbagliato? Per fortuna, poi (ammetto dopo un po’) è arrivata la sicurezza di aver fatto tutto al meglio delle mie possibilità e, successivamente, la rabbia per aver permesso ad una persona maleducata e inospitabile di farmi sentire così insicura e dubbiosa delle mie capacità ma, soprattutto, in difetto in casa mia!

Il fatto è che certe persone impari a conoscerle veramente condividendoci 24h su 24h di vita insieme e più di un’uscita. Il problema è che ci sono persone che credono che tutto gli sia concesso nel momento in cui mettono piede in casa altrui perché sono, per l’appunto, “ospiti”. Ma attenzione: è vero che l’ospite va trattato con garbo ed un occhio di riguardo particolare ma, a volte, un bel calcio nel culo – perdonate il francesismo – non glielo toglie nessuno. Quando? Quando entra nella tua dimora con fare saccente nascondendosi dietro un vassoio di dolci che scambia, evidentemente, per un passe-partout; quando, nonostante tu gli abbia messo una intera stanza a disposizione, senza nemmeno interpellarti, ti mette un bagno a soqquadro facendone propria proprietà tra asciugamani messi un po’ dove cavolo gli pare e beauty case vari che diventano nuovi pezzi di arredamento del lavandino: “Hey, ma qui una volta c’erano un portasapone e un porta spazzolini…”; quando viene a trovarti “per stare con te!”, consapevole dei tuoi ritmi e delle tue possibilità del momento ma in realtà lo scopo è quello di farsi la vacanza a spese tue; quando spende letteralmente meno di 5 euro per l’intero soggiorno (e gli è pure pesato) per offrirti un caffè; quando ti palesa, con sbuffate e atteggiamenti da quattordicenne viziata, che si sta annoiando; e, soprattutto, quando non ha una reale percezione totale del fatto che tu conviva intimamente con un’altra persona ma non manca di fargli occhi dolci e chiacchierate in tono interessante, sfacciatamente in tua presenza (e poi, ancora più sfacciatamente, il giorno dopo ti chiede con un sorrisetto da ebete e una faccia da prendere a sberle “Cosa ti ha detto di me??” Cosa?? Scusa?!? Non ho capito… Ma ci fai o ci sei?!). No, non sto esagerando: è successo davvero!

Una volta ho letto che ospitare qualcuno in casa propria può essere un’esperienza bellissima o la volta buona per mettere alla prova un’amicizia. Nel mio caso, questo caso, è valsa la seconda opzione. Quell’amicizia è finita e, nonostante i vari campanelli di allarme passati, non so come sia arrivata a durare così a lungo.

Per fortuna le altre esperienze di ospitalità sono andate alla grande!

Nel prossimo episodio, scriverò dei comportamenti ideali da assumere quando si è ospiti di qualcuno.

Che dire… nella vita non si smette mai di imparare! E a voi sono mai capitate esperienze negative con i vostri ospiti?

Con affetto,

www.laviandante.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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