Dipendenza da internet: non sprecare il tuo tempo

Sei sempre con lo smartphone in mano e il tuo pollice non sta mai fermo? Sei costantemente impegnato a scrivere messaggi di risposta su Whatsapp? Ti ritrovi continuamente a controllare le notifiche di Facebook o a scorrere la home per restare aggiornato sui tuoi contatti, a salvare mille ricette che non farai mai o a farti due risate mentre guardi dei video virali senza senso? Passi le ore così e non te ne rendi conto?

Non so tu, ma questo è quello che facevo io fino a qualche tempo fa, fino a quando ho deciso di dire basta.

Sono sempre stata abituata a sfruttare il mio tempo libero in maniera positiva e propositiva, per esempio facendo una passeggiata a piedi o in bicicletta (amo andare in bici), oppure andando a visitare un monumento o a vedere una mostra, andando a correre o, semplicemente, a prendere il sole in un parco.

Un giorno, però, probabilmente complice il fatto di essermi trasferita e la mancanza dei miei affetti più cari, diventai, senza accorgermene, un’accanita fan di Facebook.

Questo uso smodato del social in questione non mi faceva bene, anzi! Ero lì ad “autobombardarmi” di video ricette che non ho mai realizzato, di video idioti che se oggi ci penso “stendiamo un velo pietoso”, di post di gente felice all’ennesima potenza che si scattava selfie pazzeschi come se non ci fosse un domani, oppure a leggere stati di persone arrabbiate con il mondo intero. Aiuto! Whatsapp, poi, era sempre aperto perché ero sempre lì a rispondere a qualcuno visto che “se non rispondo, pare male”.

Negli ultimi periodi, poi,  soffrivo di cervicale, avevo sempre mal di testa e il poco tempo libero che avevo a disposizione passava come fossero passati appena cinque minuti: iniziai a preoccuparmi. Capii che avevo perso il senso del tempo e che quello che avevo per me lo sfruttavo male, anzi, malissimo. Io, che non potevo stare un’ora senza far niente; io, che “siete tutti fissati con questo Facebook!”, lo stesso che avevo installato e cancellato almeno tre volte perché era una inutile perdita di tempo; io, che “state calmi con questi messaggi su Whatsapp!” o che mi cancellavo dai gruppi perché “mi impallano il telefono.” e mi sorbivo anche le ramanzine per queste mie scelte da “asociale”asociale.

Asociale perché mi godevo il mio tempo e piuttosto che stare a socializzare online, lo facevo di persona; fuori moda perché al bar il telefono restava in borsa e non a suonare (compulsivamente) vicino al caffè; scioccante perché “ma che cavolo è sto tag?!” era la mia domanda da un milione di dollari.

Quando ho realizzato cosa stesse succedendo, è scattato in me un meccanismo di autodifesa che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto dire addio alle cattive abitudini che avevo preso.

Non so se lo sapete ma la dipendenza da internet esiste davvero e in psichiatria è meglio conosciuta come Internet addiction disorder (IAD). A quanto pare è una cosa seria, un argomento dal quale mi tengo alla larga perché non lo conosco, non sono una psicologa e non ho le competenze per parlarne.

Credo che la dipendenza da internet sia una patologia brutta davvero e non oso immaginare cosa prova chi ne soffre. Quel poco tempo che mi ero attaccata a Facebook è stato abbastanza per farmi venire letteralmente il disgusto e riprendere pieno possesso della mia vita.

Non ci rendiamo conto di quanto questo strano modo di fare social ci prende fino a quando non guardiamo l’orologio o non facciamo bruciare la cena nel forno, fino a quando il film che volevamo tanto vedere quella sera in tv ce lo perdiamo per stare appresso ai vari tag, messaggi, post e foto ridicole di chi sta indubbiamente peggio di noi ed è, probabilmente, arrivato davvero al “punto di non ritorno”.

Vi state chiedendo se ho ancora Facebook o se ho fatto qualche “esperimento” in stile crescita personale? La risposta è: Si, Facebook ancora ce l’ho ma lo uso di rado e no, non ho fatto nessun esperimento. Semplicemente ho pensato che stavo buttando il mio preziosissimo tempo nel gabinetto (per non essere volgare) e che non volevo diventare una di quelle persone che non vive senza il cellulare, senza un social network o senza una risposta difronte alle spunte blu.

La verità è che il World Wide Web è un mondo meraviglioso se sfruttato con intelligenza. Nessuno ci impone di stare attaccati ai social o buttati su Youtube a vedere video assolutamente inutili. E’ una nostra responsabilità decidere come sfruttare internet: possiamo studiare, essere creativi, imparare, lavorare. Tutto dipende dalle scelte che facciamo, le nostre scelte. La vita è meravigliosa, non buttarla nel cesso!

Con affetto,

La Viandante


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