La Grotta del Fico

In questo articolo vi riporterò tutto quello che ho appreso durante la visita guidata di questa grotta a dir poco meravigliosa che si trova sulla Costa di Baunei e che, ad oggi, è stata esplorata fino a 1200 metri mentre sono ancora tante le zone da scoprire di questo capolavoro naturale.

Ingresso nella Grotta del Fico

La Grotta del Fico ha il suo ingresso a più o meno 10 metri dal livello del mare e deve il suo nome ad un albero di fico cresciuto sulle sue pareti esterne. A quanto pare questa pianta ha avuto modo di nascere e rimanere viva per anni perché “ha scoperto” che nella grotta era presente acqua dolce ed è stata in grado di affondarvi le sue radici per dissetarsi costantemente. Che dire, la natura incanta sempre, sotto ogni aspetto.

Percorso di acqua dolce nella Grotta del Fico

Attività calcarea nella Grotta del Fico

La prima cosa che ci dice la guida, subito dopo la sua presentazione e immediatamente prima dell’inizio della visita è: <<Non scattate fotografie con il flash per non alterare la temperatura naturale del luogo e non toccate nulla, nemmeno una gocciolina di acqua.>> Perché a proposito di goccioline, sapete quanto tempo impiegano stalattiti e stalagmiti a svilupparsi in appena due centimetri grazie a quelle goccioline? 100 anni!

Le “canne d’organo” della Grotta del Fico

Una delle tante attività calcaree millenarie della Grotta del Fico

La temperatura è adeguatamente bassa (credo si aggiri intorno ai 18°C) e il livello di umidità è altissimo. Nel luogo sono presenti delle comode passerelle che agevolano il percorso dei visitatori in scenari meravigliosi e suggestivi. Ci vorranno almeno 2000 anni prima che la Grotta venga modificata nella sua struttura grazie all’attività calcarea.

Ma la Grotta del Fico non è famosa solo per l’albero di fico che cresce sulle sue pareti. Dalla pianta prende il nome ma è particolarmente importante per il fatto che la foca monaca (anche conosciuta come bue marino) si insediò in questo luogo per molti anni e l’ultimo suo avvistamento risale alla fine degli anni ’70.

Rappresentazione di una mamma foca monaca e del suo piccolo

Fu un certo Padre Antonio Furreddu a scoprire i resti di alcuni esemplari di Foca Monaca e ne documentò attentamente la presenza. Ma perché questa meravigliosa creatura si insediò proprio qui? Facciamo una breve premessa: benché la Sardegna sia un’isola in piena regola, i suoi abitanti non sono mai stati un popolo di pescatori e si sono sempre tenuti a debita distanza dal mare perché, secondo la nostra esperta guida turistica, si sentivano più al sicuro nell’entroterra. Evidentemente i sardi sapevano che il mare è tanto bello quanto pericoloso. Sono i pastori e la pastorizia a far parte della loro tradizione che ancora oggi è ben radicata nella loro mentalità. Era quindi evidente che il mare abbondasse di cibo. Un giorno, però, arrivarono i Ponzesi, popolo di pescatori che fondò Arbatax. I ponzesi si spostavano per la costa e pescavano tanto pesce e visto che di pesce si abbondava, piuttosto che lasciarlo a bordo delle loro imbarcazioni lo sistemavano adeguatamente sulla terra ferma, precisamente su di una spiaggetta che battezzarono Cala Mariolu (“Mariuolo” nel dialetto napoletano significa “ladro”), dai locali conosciuta anche come “Ispuligi de nie” (“le pulci della neve”, nome dovuto ai piccoli ciottoli bianchi e candidi di cui è composta la spiaggetta in questione). Al loro rientro, però, il pesce era sparito! Chi poteva mai essere stato questo avido ladro?  Nessuno di loro poteva mai immaginare che l’artefice fosse un bue marino! Ecco allora che scopriamo che questo scaltro animale si stabilì nella Grotta del Fico non solo perché la temperatura era per lui adeguata ma anche perché aveva letteralmente cibo “gratis”, senza compiere il benché minimo sforzo! Perciò, la foca monaca entrava e usciva indisturbata grazie ad un percorso marino, l’unico della grotta e qui, tranquillamente, badava ai propri piccoli. Purtroppo dagli anni ’70 ad oggi non si sono più verificati suoi avvistamenti.

Percorso di acqua di mare, l’unico della Grotta del Fico

Questa gita è stata emozionante. Un percorso di circa un’ora o poco più completamente immersi nella natura più pura. Un luogo poetico ed incantevole che racchiude ancora tanto mistero in quanto una buona parte di esso è tutt’oggi ancora in via di esplorazione. Ve la consiglio? Ovviamente: SI!

 Con affetto,

La Viandante


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Un pensiero su “La Grotta del Fico

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