Sardegna: si parte!

Erano anni che desideravo tornare in questa terra meravigliosa, la cui bellezza spero riuscirò a trasmettervi nel miglior modo possibile; una terra con la quale ho creato un rapporto particolare, familiare e che definirei addirittura più spirituale che mentale.

Un viaggio organizzato all’improvviso e al quale non avrei potuto rinunciare per nessun motivo al mondo perché prima o poi si sente il bisogno di ritornare a “casa”; e come lessi una volta su Le mille e una notte, “La casa è dove risiede il cuore”.

Il viaggio è stato veramente estenuante perché lunghissimo. Sapete, non è vero che la Sardegna non è accessibile a tutti, il trucco sta nel sapersi organizzare e arrangiare. Per farvi capire, con un mese e mezzo di anticipo, un’offerta in corso della compagnia navale della quale mi sono servita e un coupon quasi del tutto irrisorio, sono bastati appena 35 euro per acquistare il biglietto del traghetto. Ho viaggiato però in passaggio ponte, senza cabina o poltrona e soprattutto raggiungere il porto ha richiesto la sveglia alle 2 del mattino, un viaggio in auto di 5 ore, uno in mare di 5 ore e mezzo più un’ora per l’imbarco e, all’arrivo, altre 3 ore e mezzo di auto per arrivare alla destinazione prefissata: Santa Maria Navarrese.

La stanchezza era pazzesca, in nave ho dormito rannicchiata su una poltroncina per qualche ora perché a casa, ovviamente, non ho chiuso occhio tanta era l’eccitazione. Quando non ho dormito, ho fatto un giro esplorativo per il traghetto tra souvenir dai costi assurdi, sale per l’intrattenimento tra cui cinema, ludoteche, bar e un ristorante in cui un piatto di pasta costava quasi 20 euro… io ho preferito portare una colazione da casa.

Ovviamente la maggior parte del tempo l’ho trascorsa in pontile. Chiamatemi romantica ma amo stare affacciata a guardare il mare che mi circonda e inoltre non potrei mai perdermi la partenza, un momento a dir poco emozionante!

L’accoglienza in Sardegna è stata ben gradita ancor prima di attraccare al porto visto che siamo stati letteralmente presi d’assalto da moltissimi (e per nulla timidi) gabbiani affamati.

Le altre 3 ore e mezzo di viaggio sono passate velocemente perché i paesaggi intorno erano da lasciare senza fiato. Monti immensi, greggi di pecore e mandrie di mucche e cavalli pascolare liberamente nelle visibili terre circostanti; verde ovunque, cieli azzurri e sole accecante.

Appena sono arrivata a destinazione, presso il piccolo appartamento preso in affitto (la scelta più conveniente, soprattutto per lunghe vacanze), la prima cosa che ho notato è stato il fico da cui, sin da bambina, raccolgo sempre i suoi saporitissimi frutti. Il benvenuto della padrona di casa è stato emozionante e la sensazione di essere tornata nel mio paradiso terrestre è stata bellissima! Finalmente a casa.